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Scopri la Città di Viterbo


Situata a nord di Roma, vicina ai confini del Lazio con la Toscana e l'Umbria, la città di Viterbo, capoluogo di un esteso territorio meglio conosciuto come Tuscia, ha origini etrusche, testimoniate dalle numerose necropoli disseminate nei suoi dintorni.

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Viterbo vede il suo periodo di massimo splendore nel Medioevo, sia sotto il punto di vista urbanistico, monumentale, artistico (imponente la produzione ceramica di quell'epoca), sia perchè è scelta dai Pontefici come residenza: prova ne è il Palazzo dei Papi, nel quale nacque la parola “conclave”, tutt'ora utilizzata per definire la riunione dei cardinali per l'elezione del Papa.

Nel 1271 i viterbesi, stanchi di tre anni di indecisioni dei cardinali , li chiusero “cum clave” nella sala grande del palazzo dei Papi e ne scoperchiarono il tetto, in modo da metterli in condizioni di eleggere in fretta il nuovo pontefice, Gregorio X. In tutto, sono sei i papi che la città ha ospitato, tra cui Giovanni XXI, l'unico pontefice portoghese della Storia. Anche l’area intorno a Viterbo è molto interessante. Partiamo da Viterbo e in modo particolare da Bagnaia, dove è possibile ammirare la straordinaria Villa Lante, realizzata nel 1578 su disegni del Vignola che inaugurò così il concetto di “giardini all’italiana”, rappresenta una delle ville più interessanti dell’Italia centrale.

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La Città dei Papi


Il centro storico, racchiuso da un’imponente cerchia di muraria, è invece ricco di palazzi, fontane e monumenti che non fanno che confermare le glorie passate dell’antica “Città dei Papi”. Sempre a Viterbo, nella frazione di San Martino al Cimino, c’è da visitare, contiguo all’Abbazia cistercense, il Palazzo Pamphili e il caratteristico centro storico seicentesco con le famose “case a schiera”, uno dei primi esempi di urbanistica popolare.
La città dei Papi, ancora oggi caratterizzata da quello spirito di accoglienza che spingeva i pellegrini delle vie sacre d'Europa a fermarsi e riposare prima dell'ultimo sforzo verso Roma per ricevere il perdono del Giubileo, si offre allo sguardo del visitatore in tutto il suo fascino, fatto di fontane e palazzi nobiliari, vicoli medievali e torri, monumenti straordinari e musei ricchi di testimonianze di un prezioso passato.
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E poi ci sono le storie e le leggende, la tradizione non solo enogastronomica, l'ambiente incontaminato, il benessere delle acque termali. L’area termale riunita intorno a Viterbo è costituita da varie sorgenti di acqua sulfurea considerate tra le più abbondanti d’Italia. Partendo da Viterbo, poco oltre le Terme dei Papi, ci stupisce l’alta concentrazione di tombe rupestri, le più interessanti dell’Etruria per il paesaggio che le circonda come nell’area di Castel d’Asso e in zona Acquarossa.

Tra tutti gli itinerari religiosi della provincia di Viterbo, il più conosciuto è la “Via Francigena”. Via Francigena è la denominazione che si attribuisce al percorso dei pellegrini che dal nord dell’Europa, attraverso i valichi alpini, si recavano a Roma. Viterbo è una delle tappe fondamentali lungo la via Francigena e come tale vi furono costruiti una serie di ospizi e ospedali per l’alloggio. Nei decenni successivi al Mille a Viterbo si moltiplicano le iniziative a vantaggio dei pellegrini, forse come in nessun’altra realtà italiana.

La posizione geografica di Viterbo la pone al crocevia tra i sapori della cucina toscana, quella romana e la semplicità della cucina umbra con due elementi alla base della sua gastronomia: la semplicità e la genuinità.
Il folclore, a Viterbo, ha le proprie radici in antichissime tradizioni popolari ancora oggi molto sentite come la festa di S. Rosa (3/4 settembre) che rappresenta l’appuntamento più affascinante della provincia.
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Passeggiando a Viterbo


Dalla splendida cinta muraria medievale, che circonda il centro storico, alle innumerevoli chiese, piazze, fontane, palazzi nobiliari, la città è un monumento a cielo aperto. Cuore del centro cittadino è il quartiere medievale di San Pellegrino, un tempo meta dei pellegrini giubilari che arrivavano dalle vie sacre d'Europa , diretti verso Roma, la Città Santa: piccole piazze, strette vie, torri e abitazioni con il tipico profferlo, angoli suggestivi e fermi nel tempo. Poco lontano, il già citato Palazzo dei Papi, con il vicino ed imponente Duomo di San Lorenzo, e la Piazza del Gesù, con la chiesa dove venne assassinato nel 1271 Enrico di Cornovaglia, episodio di cui si occupa Dante Alighieri nella sua Commedia.
E ancora, Piazza del Plebiscito, con il Palazzo dei Priori, sede dell'amministrazione Comunale, con le sue belle sale affrescate, il giardino interno dominato dalla fontana del Vignola e l'imponente Torre dell'Orologio, che ancora oggi scandisce il tempo dei Viterbesi. A pochi metri c’è Piazza delle Erbe e la fontana con i leoni, simbolo della città. ”Città delle belle fontane e delle belle donne”, recita un antico assunto su Viterbo: e di fontane ce n'è una in ogni piazza, una più bella e suggestiva dell’altra.
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